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LISBONA - Lo scorso mese di luglio, una bambina italiana di 20 mesi affetta da paralisi cerebrale infantile da stroke perinatale è stata sottoposta ad infusione autologa di sangue da cordone ombelicale.
Il trattamento è stato eseguito negli Stati Uniti D’America, presso il dipartimento di pediatria Blood and Marrow Transplant diretto dalla Dr. Joanne Kurtzberg del Medical Center della prestigiosa Duke University nel North Carolina.
Ciò è stato reso possibile poiché, alla nascita, i genitori della piccola paziente italiana avevano conservato il sangue del suo cordone ombelicale utilizzando il servizio Cryo dell’azienda portoghese Hematos che, attiva da circa quattro, avvalendosi di strutture di crioprervazione d’avanguardia, si presenta in Italia come una delle tre biobanche europee leader del settore.
La paziente trattata è stata inserita in uno studio clinico sperimentale relativo all’uso delle staminali cordonali per alcune malattie neurologiche infantili, che proseguirà in un trial a doppio cieco.
Questa ricerca, iniziata nel 2008, ha come obiettivo l’analisi degli effetti delle cellule staminali da cordone ombelicale nella rigenerazione neuronale e, fino a due mesi fa, ha coinvolto solo bambini di nazionalità americana.
Oltre la bambina italiana, nello studio è stata inserita una paziente di 18 mesi d’età, con paralisi cerebrale infantile di nazionalità portoghese, il cui cordone era stato anch’esso conservato alla nascita presso la stessa biobanca.
Ad oggi, la paralisi cerebrale infantile viene trattata fondamentalmente solo con la fisioterapia.
"La speranza che queste cellule possano aprire la strada a trattamenti innovativi per una patologia invalidante come la Cerebral Palsy che interessa in media uno ogni 700 nuovi nati – spiega Franco Accarpio, medico e direttore scientifico di Hematos – ci rende fiduciosi e conferma il nostro impegno nel far sì che ogni neonato abbia la possibilità di conservare le proprie cellule staminali”.
In Italia, ogni genitore in attesa di un figlio può richiedere che il sangue cordonale del nascituro venga conservato, "ma all'estero, come nel caso di Hematos – conclude Accarpio – visto che nel nostro territorio non è ancora permessa a questo scopo l'istituzione di biobanche private.
I benefici sulle due bambine, potranno essere visibili non prima dei sei mesi dall’avvenuto trattamento e si auspica che le staminali cordonali possano dimostrare una nuova applicazione terapeutica.
HEMATOS
Nata nel 2004 da un’equipe di giovani italiani e portoghesi, Hematos rappresenta in Italia una tra le più importanti aziende di servizio di criopreservazione di sangue da cordone ombelicale. Da quattro anni sul mercato italiano, Hematos, avvalendosi delle strutture più d’avanguardia e seguendo con attenzione tutti gli sviluppi scientifici emergenti nell’area delle staminali, fornisce ai genitori in attesa di un figlio la possibilità di conservare le cellule cordonali raccolte al momento della nascita. Queste, partendo dall’Italia, raggiungono il territorio portoghese in 24/48 ore dove vengono preservate nella più grande biobanca privata della penisola iberica.
Molte sono le famiglie italiane che, ad oggi, hanno aderito al servizio e il numero è in continua espansione poiché questa tecnica è vista dai genitori come una riserva di vita per il futuro dei propri figli.
Dal 2007 ad oggi sono stati effettuati tre trapianti di cui uno in Europa e due presso la prestigiosa Duke University negli Stati Uniti d’America.
Per informazioni contattare:
Dr. Franco Accarpio
Direttore Scientifico Hematos
Telefono: 0039 0802146887
Cellulare: 00351 966038386
Email: franco@hematos.com
Dr.ssa Francesca Garraffo
Responsabile Comunicazione Hematos
Cellulare: 00351 918755162
Email: francesca.garraffo@hematos.com